
Abito in una casa a pian terreno. Mentre la casa in cui stavo precedentemente a questa era disposta su due piani, quella prima ancora, che condividevo con i miei sta al secondo piano. Insomma, son retrocessa con i piani! Nulla di male, se non fosse per qualche piccolo fastidio. Beninteso, la mia casa ha solo due piani, e al piano di sopra ci viene occasionalmente una signora per brevissimi periodi, perciò non posso certo dire di venire disturbata, casomai mi disturbano i signori e le signore che posteggiano sulla strada, davanti alle mie finestre. La strada è strettissima, un vicolo, ma sta nel centro storico e di posteggi nel centro ce ne sono pochi. Qualche tempo fa mi sveglio e cerco di aprire le persiane. Non ci riesco, una Panda amaranto è posteggiata proprio davanti alla mia finestra. Queste esperienze al mattino mi mettono il malumore, mi faccio un caffè e medito di vendicarmi. Accendo il mac e cerco la foto di un somaro. La trovo e la stampo, poi ci aggiungo la scritta:” sei un asino, lo vedi come hai posteggiato? Mi hai tappato la finestra”. Esco e lo sistemo in bella vista sul parabrezza. Dopo poco qualcuno suona il campanello, un tipo che conosco di vista ha in mano il foglio, ride imbarazzato, mi chiede di scusarlo e se ne va. Casualità vuole che dopo qualche giorno incontro il proprietario della panda amaranto che quando mi vede ride ancora di gusto e mi dice: “mia moglie si è tenuta il biglietto,ogni tanto lo guardiamo e ci mettiamo a ridere”. Beh! Sono sicura che almeno lui ha imparato la lezione.

Come al solito sono al limite del ritardo, spero di trovare subito un parcheggio.Procedo più o meno spedita con la mia station wagon, all’incrocio ho la precedenza. C’è un’auto ferma, un suv allo stop che mi aspetta. Ora, in questi casi si riconoscono subito gli indecisi…vado o aspetto. L’auto ferma non sa cosa fare, procede e poi indietreggia, io proseguo, quella aspetta, è questione di frammenti di secondo…..io arrivo e l’auto esce nello stesso istante in cui arrivo io; un classico caso di persona indecisa al punto tale da diventare pericolosa. Ora l’indecisa sono io: la lascio passare e mi appiccico al suo cofano facendo sbraitare il clacson oppure proseguo, mi faccio urtare e chiedo i danni al guidatore? Mi fermo e le cedo il passo, cerco il super pilota: è una donna con i capelli biondi tinti, in mano ha il cellulare, mi guarda appena di striscio, dalla portiera spunta fuori la cintura di una giacca che la signora si è chiusa fuori. La signora con la coda è andata via e quasi ne sentivo il profumo dolciastro e acido come di di lacca per capelli.
Il parcheggio è poco più in là, libero, l’unico vuoto in una filata di auto colorate, mi ci infilo. E’ fatta, sono in anticipo di un minuto!
Dopo tanto tempo di assenza ingiustificata dal blog, riprendo a portarvi qualche considerazione su un tema verosimilmente inutile e decisamente poco originale: il caso Marrazzo.
Ora, non lo faccio perchè è di moda, ma perchè mi sono davvero seccata di leggere cose sulla rete talmente impregnate di bigottismo da farmi venire la nausea.
Marrazzo ha sbagliato per il fatto di avere accettato un ricatto ben congegnato a livello politico.
Ma cosa volete che ce ne importi se il governatore mette le corna alla moglie o che frequenti trans, battone o finocchi, quale è il problema?
Il problema è che Marrazzo nel momento del ricatto avrebbe dovuto dire: "signori, mi piacciono i trans, e quindi?
Se diffonderete il video vi denuncio per violazione della privacy, per irruzione in una casa privata e per quant'altro c'è". Invece.....ha chinato la testa e ha firmato gli assegni. Ecco dove sta il vero problema: in un Paese come il nostro, avezzo al pettegolezzo, al bigottismo, allo scandalo facile, il povero grullo per "salvare la reputazione" deve mostrarsi accondiscendente e ricattabile. Si dimetta per questo, ed è giusto che lo abbia fatto... si dovrebbe dimettere anche il nano, per lo stesso motivo, ma ovviamente questa è una speranza troppo vana....è peggio di Al Capone, almeno lui, per questioni fiscali è stato ingabbiato, questo...chi ce lo toglie più di dosso!
Attenzione: Vaccino per Influenza Suina legato ad un disturbo che uccide i nervi.
Il governo inglese ha chiesto in via confidenziale ad importanti neurologi spiegazioni a proposito dell'aumento di disturbi al cervello chiamato Guillain Barre Syndrome (GBS) che potrebbe essere iniziato a causa del vaccino. GBS attacca la guaina dei nervi, causando paralisi e incapacità respiratorie, e può essere fatale.
La lettera proveniente dall'Agenzia per la Protezione della Salute, l'istituzione ufficiale che protegge la Salute Pubblica è trapelata attraverso il Daily Mail,al fine di conoscere perchè questa informazione non è stata resa pubblica prima che la vaccinazione di milioni di persone, inclusi bambini, iniziasse.
Questa lettera si riferisce all'uso di un vaccino simile negli Stati Uniti nel 1976 quando
- Morì più gente a causa del vaccino che a causa dell'influenza.
- il vaccino aumentò il rischio di contrare il GBS di otto volte-
-il vaccino fu ritirato solo dopo dieci settimane quando il legame con il GBS divenne chiaro-
- il governo americano fu costretto a pagare milioni di dollari a coloro che furono colpiti.
In ogni caso il nuovo vaccino non è stato sufficientemente testato e gli effetti, specialmente sui bambini sono sconosciuti.
Il caldo torrido e umido degli ultimi giorni ci ha lasciato in balia del maestrale, forte e freddo.
Il lavoro mi chiama impazzito ed io impazzita accorro al richiamo e non posso fermarmi.
Certi momenti segnano una linea nell'esistenza, cambiamenti repentini di clima e di umore,
corse per strada e maglioncini colorati....com'è che ancora mi sorprendo, non è forse così che
mi sento ad ogni cambio di stagione?
Qualche giorno fa sono andata al mare con un’amica. Siamo arrivate in spiaggia e ci siamo spogliate per fare il bagno. Lei mi fissava mentre mi avvicinavo a toccare l’acqua con un piede. Poi mi dice “Accidenti! Hai 42 anni ma hai un corpo da ragazzina!” - “Grazie” dico io sorridente! Poi lei aggiunge: “Ma guarda che dico davvero, hai veramente un bel corpo…. non sembra dalla faccia!”.
Non aggiungo altro….forse è meglio farsi il bagno!
Stamattina ho mal di testa, in attesa che il moment act faccia effetto, sfoglio, senza tanta concentrazione, le pagine di splinder. Leggo un post di “allappante” in cui si parla, tra le altre cose, di quanto a volte la gente non abbia voglia di accendere il cervello. Molti vivono con l’ombrello aperto sopra la testa, tutto gli piove addosso senza contaminazioni!
Ecco un episodio che è accaduto qualche giorno fa. Abito in un centro storico, non conosco tutti i miei vicini ma con alcuni ho stretto qualche rapporto, due chiacchiere, scambio di opinioni. Mi sembrano gente tranquilla. Pure troppo! Da un po’ di giorni vedo piccioni morti vicino alla mia casa, prima uno, poi un altro, poi tanti altri. Mi allarmo. Che succcede?
Ne parlo con i vicini. “Ah si”-mi dicono- “si certo, c’è uno che abita in quel balcone lassù che spara agli uccelli”- Io dico “state scherzando?- Quelli mi dicono “no, l’abbiamo visto noi!”- Io replico: “ma scusate, non dite niente?- “Mah! Perché?- Perché…ma è una cosa da pazzi! Potrebbe colpire qualcuno, gli animali morti potrebbero marcire e procurare danni gravi…ma dove vivete?- Mi precipito a casa del vicino cacciatore di uccelli- Prima gli chiedo se è vero, lui conferma e si giustifica “Questi uccelli son malati!”Ci parlo e gli dico che non può sparare e che se succedesse ancora lo denuncio”. Lui mi promette che non lo farà più. Ieri vedo i vicini, sorridono. “Ah glielo hai detto tu di non sparare più? Brava!” Io non sono “brava”, se lo fossi stata ai vicini avrei detto “accendete il cervello anche solo ogni tanto, sennò dopo un po’ vi si atrofizza…o forse è troppo tardi!
Mi ero trasferita da qualche mese in Sardegna, avevo circa 16 anni e non sapevo cosa fosse un incendio. Si, insomma, non ne avevo mai visto uno. L’estate fu torrida e in un giorno di scirocco si scatenò un grande incendio. Le fiamme lambirono il paese e quello stesso paese venne avvolto improvvisamente in uno scenario infernale. “Ci sono morti”, diceva qualcuno, il mio fidanzatino di allora di qualche anno più grande di me, voleva prestare soccorso e così si diresse poco fuori del paese per unirsi allo stuolo di volontari, talvolta inesperti,che aveva assunto il difficile compito di salvare gente e case. Pareva impossibile respirare, la cenere e l’odore di bruciato era troppo forte, il cielo era diventato opaco e tutti piangevano per un paio di motivi; perché gli occhi bruciavano per via del fumo e perché giravano voci incontrollabili su possibili morti di volontari…3, 5, 8, 9. Con il trascorrere delle ore il caldo aumentava pericolosamente, solo camminare diventava estremamente faticoso, il caldo asciutto seccava le gole e di continuo pioveva cenere e pezzi di carta bruciati, pareva ci fosse una nebbia viola che avvolgeva tutto e tutti e perfino i suoni parevano ovattati.
Oggi ho provato un po’ le stesse cose, anche se questa volta le fiamme erano un po’ più lontane, anche oggi la Sardegna ha bruciato e qualcuno ha pagato con la morte il gesto di qualche stronzo. Che dire, è terribile. Gli interessi che spingono gli incendiari sono vili e legati esclusivamente al denaro, dovrebbero provare vergogna, se fossero veri sardi, gente che ama la madre terra. E invece questa gente è cieca e sorda, non vive, ruba la terra agli alberi e uccide con una spada di fuoco.
Vi piacciono le storie? Anche se sono vere?
C’era una volta un’artista che aveva una testa sola, ma erano tante le cose che pensava. Suonava la chitarra e componeva canzoni irriverenti verso i potenti, i bugiardi e la madonna, si permetteva un’ironia sottile e mai volgare, persino quando prendeva per il culo dio.
Faceva teatro, componeva e scriveva, scriveva sonetti, partiture teatrali, canzoni e canzoncine, poesie, racconti, …la sua biografia.
Però di sole parole non si campava, e così, una volta messa su famiglia decise di partire lontano, per cercare un lavoro e sfamare la famiglia. Prima a Milano, poi in Belgio, in fabbrica, il lavoro non lo spaventava, anche se spesso ha avuto problemi di salute. Era giovane e bello e tutto gli faceva ridere. Dopo anni di lavoro è tornato a casa sua, con la moglie e i figli e continuamente…scriveva ed ha continuato a scrivere, persino quando un giorno, cinquantenne si è ammalato di una malattia così rara che nessun medico ci capiva niente e così è morto. Molti hanno pianto, altri hanno riso, perchè i personaggi scomodi sono un po’ così: o vengono amati molto oppure odiati. Io non l’ho conosciuto però ho letto quasi tutto di lui, ho tenuto tra le mani i suoi quaderni, dove tra una lista della spesa e riflessioni su qualsiasi argomento, vi sono testi mai pubblicati, belli e intensi.
Come le strofe di una canzone, interpretazione personale del diluvio universale, dove un dio, senza pietà, decide di affondare il mondo, inondandolo di acqua” Voglio dare una lavata
a chi ha fatto del male, e l’unico è che mandi un bel diluvio universale!”
Però decide di salvare un uomo con la sua famiglia, e così parla con lui e gli spiega come mettersi in salvo. Noè è perplesso: ““Se decidi di affondare
il mondo, o padre mio,sull’Everest, senz’altro,secondo un calcolo mio,mi tocca di attraccare”. Ma il buon dio lo tranquillizza ” Tu quando navighi,non puntar nessuna rotta
sappi che il respiro l’ho inventato apposta l’ho fatto per poter ammazzare l’uomo annegato.”
Noè zitto ascoltava, era preoccupato e provava pietà, per l’uomo e per le sue debolezze.Ma dio era deciso” Noè, povero figlio mio,tu sei ingenuo e buono,io per questo ti salvo,
ti salvo per questo,sali sulla barca e comincia a preparare,perché ho deciso che il
mondo deve affondare."Noè risponde"Prima di annegarli convoca un’udienza, senti che dicono,
prendili con pazienza. In mezzo a tanti cattivi ci sono anche quelli buoni.” Dio si faceva nervoso e alla fine gli ha risposto “Non rompere i coglioni.”Noè ancora insiste -
“Salva almeno il vaticano" "Quella brava gente non la devi citare.
Se mi prende un attacco-dice Dio- uccido solo loro e lascio il mondo così com’è.” Stanno soggiogando il povero e vanno a braccetto col ricco, fanno il contrario di tutto
quello che ho detto,stanno benedendo il popolo con le mani al cuore usando il mio nome
per riempirsi d’oro. La gente bisogna ucciderla, non c’è niente da salvare, io mando un’ondata e me ne frego se a te non va.” . Noè con il cuore pieno di sconforto nel vedere tutti quei condannati alla fine decide di partire. Ed ecco il finale di questa divertente canzone. “Il resto già lo sapete,ve lo avranno già raccontato che l’Arca si è fermata sul monte Ararat.
Quel che ho sempre pensato, oggi lasciatemelo dire, è che se ci fosse stato
un diluvio ogni giorno, il mondo sarebbe rimasto sempre come Dio vuole.
Altro non vi dico tanto già lo sapete. “.
Grazie a Pino Piras
Un tendone da circo. Il cartello recita “Calci nel culo per ogni tasca. Il ricavato sarà utilizzato per risanare in parte l’economia italiana devastata”. La folla si accalca al botteghino, un vecchio chiede alla folla di farlo passare avanti “Sono vecchio, per favore, fatemi passare, non posso fare la fila ma è tutta la vita che sogno di farlo, per favore”. La folla gli fa largo “prego prego”, nel frattempo arriva una scolaresca, un centinaio di bambini guidati dall’insegnante si preparano, c’è un clima di grande gioia. Alla biglietteria ci sono due impiegati comunali che dopo anni di attività sedentaria …..lavorano: “Prego chi è il prossimo? “– “Io”-dice un ragazzo- “senta ho 15 euro chi posso calciare?” – “Con 15 euro puoi calciare la ministra del turismo- “uau, bello” . Il vecchietto nel frattempo si è fatto strada, l’impiegato comunale “Ehi lei, rispetti la fila, scusi”- Il vecchietto: “No guardi, sono anziano, c’è caldo non mi vorrà far crepare senza essermi preso questa soddisfazione?” Il ragazzo gli fa spazio “ha ragione, prego”. L’impiegato “e va bene, chi vuole calciare lei?” Il vecchietto “Io voglio calciare il presidente del consiglio”. “Bene, sono 50 euro”- “E’ troppo, ne ho solo 20” – “con 20 c’è l’ex ministro delle telecomunicazioni, quello della legge, ricorda? Quella faccia da furbacchione, pensi che divertimento”- “Si, sì prendere a calci nel culo il signor g non sarebbe male ma…”- “senta, che ne dice di quello dell’udeur, quello di Ceppaloni?”-“Si, certo….non sarebbe male, certo, però…”- “Ok, ok, guardi facciamo così, con 20 euro può calciare l’avvocato del diavolo- Il vecchietto “Beh..fantastico” – “allora ok?” “però…beh il mio sogno era un’altro!” improvvisamente si rattristisce– I due impiegati si guardano poi uno dice:“E va bene, un calcio solo però eh?” – “Oh grazie, grazie”